India: 23 i bambini morti avvelenati, folla attacca polizia [VIDEO]

La folla attacca un posto di polizia dopo la morte per avvelenamento di 23 bambini che avevano mangiato un pasto offerto da una mensa scolastica. Tre poliziotti e due contractor uccisi in un attacco della guerriglia maoista.


Avvelenati da un insetticida finito nei pasti della mensa della loro scuola: almeno 23 bambini sono morti intossicati nel giro di 24 ore, in un bilancio ancora provvisorio, dopo aver mangiato in una mensa scolastica dello stato del Bihar, nel nord-est dell’India, mentre un’altra trentina é ancora ricoverata in ospedale, fra cui alcuni in gravi condizioni. 

Una tragedia che a scatenato la rabbia di genitori e residenti, che sono scesi in piazza scagliandosi contro la polizia e distruggendone una postazione e alcune auto (nella foto). 


Le cause dell’intossicazione che ha colpito circa 50 allievi dai 4 ai 12 anni nel villaggio di Dharmasati Gandaman, nel distretto di Saran, sono ancora sconosciute. Ma si ipotizza che potrebbe essere stato un insetticida o un pesticida mescolato nel cibo. I bambini sono stati colpito da conati di vomito e forti convulsioni dopo il pranzo cucinato a scuola. Alcuni sono morti dopo atroci sofferenze prima di arrivare dall’ospedale. Un padre in lacrime ha raccontato a una tv privata che il figlio “é tornato a casa piangendo in preda a forti dolori allo stomaco”. I medici hanno somministrato un antidoto all’atropina, sostanza usata contro i veleni, ma per molti non c’é stato nulla da fare. La cuoca, ricoverata anch’essa con gli stessi sintomi di avvelenamento, ha detto ai giornalisti di aver sentito un “forte odore cattivo” nell’olio di senape usato per friggere. 
Il pasto, di riso e lenticchie, fa parte di un programma nazionale di assistenza alimentare chiamato “Mid-day Meal Scheme” e che ha l’obiettivo di combattere la malnutrizione che colpisce ben il 47% dei bambini indiani. La polizia ha aperto un’inchiesta per accertare le cause, mentre le autorità del Bihar, uno degli stati più poveri e arretrati dell’India, ha annunciato un risarcimento di 200 mila rupie (circa 2.500 euro) ai familiari. 
Ma il ministro dell’Istruzione P.K. Shahi insinua il complotto e il sospetto che l’avvelenamento dei bambini avesse lo scopo di gettare discredito sul governo locale. Ha poi affermato che il marito della direttrice della scuola “é vicino a un leader politico”. Subito dopo la tragedia alcuni partiti hanno inscenato manifestazioni di protesta contro il “chief minister” Nitish Kumar, un leader emergente nel panorama politico indiano, chiedendo la sua testa. Incidenti del genere sono abbastanza frequenti nelle scuole indiane a causa delle precarie condizioni igieniche delle cucine, di prodotto avariati e soprattutto della mancanza di controlli. Proprio ieri, nel distretto di Madhubani, sempre in Bihar, una cinquantina di scolari sono finiti all’ospedale con un forte mal di pancia dopo aver mangiato a scuola. E’ stato poi scoperto che nelle pentole del loro pasto gratuito c’erano delle lucertole morte.
Nel Bihar, invece, cinque poliziotti sono stati uccisi ieri dai guerriglieri maoisti nel corso di uno scontro a fuoco. Secondo l’agenzia di stampa Pti oltre 200 combattenti ‘naxaliti’ hanno lanciato un attacco contro un cantiere nel distretto di Aurangabad. Le vittime sono tre agenti di polizia e due ‘contractor’ privati di una società che sta costruendo un ponte sul fiume Belaru. I guerriglieri hanno anche piazzato delle cariche esplosive e le hanno fatte esplodere. 

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